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2002 Dolomiti di Sesto 27 luglio - 4 agosto 2002

"La
vita è quella cosa che ci accade mentre siamo occupati a fare altri
progetti"
"È
necessario correre dei rischi, " diceva lui. "Riusciamo a comprendere
il miracolo della vita solo quando lasciamo che l'inatteso accada.
"Tutti i giorni, con il sole Dio ci concede un momento in cui è
possibile cambiare ciò che ci rende infelici. Tutti i giorni fingiamo
di non percepire questo momento, ci diciamo che non esiste, che l'oggi
è uguale a ieri e identico al domani. Ma chi presta attenzione
al proprio giorno, scopre l'istante magico: un istante che può
nascondersi nel momento in cui, la mattina, infiliamo la chiave nella
toppa, nell'istante di silenzio subito dopo la cena, nelle mille e una
cosa che ci sembrano uguali. Questo momento esiste: un momento in cui
tutta la forza delle stelle ci pervade e ci consente di fare miracoli.
"A volte la felicità è una benedizione, ma generalmente
è una conquista. L'istante magico del giorno ci aiuta a cambiare,
ci spinge ad andare in cerca dei nostri sogni. Soffriremo, affronteremo
momenti difficili, ricaveremo molte disillusioni: ma tutto è transitorio
e non lascia alcun segno. E, nel futuro, potremo guardare indietro con
orgoglio e fede.
"Meschino colui che ha avuto paura di correre rischi. Perché
forse non sarà mai deluso, non avrà disillusioni, né
soffrirà come coloro che hanno un sogno da perseguire. Ma quando
quell'uomo guarderà dietro di sé, perché capita sempre
di guardare indietro, sentirà il proprio cuore dire: 'Che cosa
ne hai fatto dei miracoli di cui Dio ha disseminato i tuoi giorni? Come
hai impiegato le doti che il tuo Maestro ti ha affidato? Le hai sotterrate
in una fossa profonda, perché avevi paura di perderle. Allora la
tua eredità è questa: la certezza di aver sprecato la tua
vita.'
"Meschino colui che sente queste parole. Allora crederà ai
miracoli, ma gli istanti magici della vita saranno ormai passati."
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